Gli alieni di casa nostra

 

Gli alieni sono tra di noi, è una certezza! Non fate quelle facce, non sono mica impazzito…Sono ormai 400 le specie provenienti da Paesi diversi dall’Italia che si trovano però nei nostri mari, foreste e cieli. Alcune di esse sono meno pericolose di altre ma tutte loro non sono innocue per la nostra flora e fauna. Esempi di queste specie sono la zanzara tigre o le nutrie, insetti e animali capaci di trasmettere malattie gravi. La zanzara tigre (Aedes albopictus) trasmette la temibile dengue, la febbre emorragica che miete tante vittime in alcuni paesi africani e purtroppo anche nel nostro.

Se vi sembra ancora un fenomeno da prendere sottogamba, pensate che nel Mar Mediterraneo si trovano ormai anche i barracuda bocca gialla, “parenti” degli spaventosi barracuda di acqua dolce che finora avevamo conosciuto solo tramite i film horror americani!
Ma come e perché arrivano questi alieni? Nel caso dei barracuda, l’inquinamento ha portato ad un aumento delle temperature con un conseguente innalzamento del livello del mare. L’aumento di temperatura ha modificato l’ambiente marino italiano e ciò ha attratto nuove specie che sono arrivate nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez o lo Stretto di Gibilterra. Altre specie sono arrivate invece tramite le navi che, senza preoccuparsi delle conseguenze, sciacquano i loro serbatoi nelle nostre acque: purtroppo i serbatoi sono pieni di organismi provenienti da altre parti del globo caratterizzate quindi da altro tipo di fauna. Navi container e viaggiatori (sia le persone sia gli animali migratori), trasportano anche inconsapevolmente larve di insetti, uova di zanzare e topi che poi si insediano sul nostro territorio.
Questi alieni una volta in Italia spesso non trovano predatori e si inseriscono nella catena alimentare a scapito delle specie autoctone. Modificare in così poco tempo equilibri che si sono costruiti nei secoli attraverso l’evoluzione è molto pericoloso: in poco tempo si potrebbe assistere alla distruzione ed estinzione di molte specie e all’apparizione di epidemie a noi sconosciute.